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Mutamenti e metamorfosi - Narciso

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Narciso

Narciso

N arciso rifiuta l’altrui immagine, quasi la respinge, non gli interessa il confronto con gli altri tutto preso da sé. Per Narciso gli altri non esistono e, quindi, non possono criticarlo, poiché egli elimina il prossimo eliminando di conseguenza ogni giudizio. Questo ne fa un essere fragile, insicuro e timoroso del giudizio degli altri che, per puro spirito di sopravvivenza, ha eliminato focalizzando il suo interesse su se stesso. Gli altri potrebbero distogliere l’ interesse che Narciso ha per sé e, addirittura, negativizzare questo morboso interesse. Narciso non vuole “fallire” e, dunque, evita spiacevoli confronti per non correre rischi. Egli è l’espressione di un egoismo spinto allo stremo che, pur mettendo al riparo da scomodi confronti, provoca un fatale isolamento ed una intollerante ostilità verso altre “immagini” che non siano la sua. L’allontanamento degli altri per tutto quanto detto, può portare così al fallimento individuale, alla solitudine ed alla depressione. Naturalmente ciò si traduce nell’allontanare da sé l’amore vero, l’amore dell’uno verso l’altro il quale non ha alcuna possibilità di affacciarsi alla fonte per accomunare la sua immagine all’immagine dell’amato che, per paura, non permette intrusioni di altri e, quindi, confronti. E’ l’io che si difende contro l’intrusione dell’altro che non viene considerato innamorato e quindi tutt’uno simbiotico ma come potenziale elemento di confronto e di disturbo.Narciso non ammette confronto, nonostante la presenza della fonte che potrebbe proporre un possibile altro, perché Narciso rifiuta di tradirsi, e pavido e timoroso ma, soprattutto, incapace di voler amare per non esporsi a dolorosi confronti. Dunque si potrebbe anche allargare questo concetto e attribuire a Narciso una totale mancanza di fiducia primaria. La fiducia primaria ha un ruolo fondamentale nel rapporto interpersonale del singolo: se essa subisce un tradimento precoce, difficilmente riesce a risanare la ferita, che danneggia la possibilità di stabilire i confini dell’Io e di allacciare rapporti con un qualsiasi Tu. Il dramma di Narciso è il dramma dell’uomo del XXI secolo che non ha mai imparato ad amare perché troppo precocemente tradito e "costretto" a rafforzare il proprio guscio "narcisistico", per evitare ulteriori tradimenti e ulteriore dolore. Insomma un uomo costretto dalle circostanze ad arroccarsi in difesa per non soccombere. Il simbolo di una soggettività che non vuole relazionarsi per non cedere e non intaccare il suo equilibrio psichico. Pertanto Narciso come l’uomo di oggi, è costretto ad eliminare da sé l’amore in una perenne disillusione. Quindi l’immagine riflessa nella fonte, simboleggia il rapporto interpersonale al quale Narciso si sottrae nel momento in cui non riconosce l’altro, e quindi, poiché l’altro é la sua immagine riflessa, il rifiuto di Narciso diventa anche rifiuto di sé. Come se nel suo intimo Narciso, in qualche modo, tenda a rifiutare l’amore verso di sé. Narciso é incapace di tradire la propria immagine nella stessa misura in cui é incapace di separarsene: non sa sostenere l’esperienza della separazione. A distanza di duemila anni ritroviamo sempre più frequentemente l’uomo smarrito ed intontito dalle innumerevoli carenze che lo colpiscono ed ecco che si fa sempre più nitida la figura di un uomo senza amore, pavido ed intollerante verso gli altri che potrebbero svuotarlo di ogni significato. Ne deriva la drammatica realtà di un uomo che ha paura dell’amore e che attraverso la consapevolezza di questo dramma, tenta di risolvere le proprie angosce accostandosi al giovane Narciso ma consapevole dei propri limiti e dei propri tormenti così da accettare una improvvida nemesi. L’uomo del XXI secolo tenterà di salvarsi dal nichilimo pavido ripercorrendo il disperato viaggio del giovane figlio di Linope. Ma chi lo salverà??



 
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