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Mutamenti e metamorfosi - L'età del bronzo

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Indice
Mutamenti e metamorfosi
Le Trasformazioni
Il diluvio
L’età dell’oro
L’età dell’argento
L'età del bronzo
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Giove, Io, Argo
Amore e Psiche
Tutte le pagine

L'età del bronzo

L’età del bronzo

L ’età che succedette a quella, fu l'età del bronzo, violenta ed aggressiva poiché dalla paura vennero generati l’odio, l’avidità, l’astuzia e l’uomo dovette ricorrere alle armi che gli erano strumenti necessari per affrontare ogni giorno l’ignoto del vivere. L’uomo di questa età aveva perduto ogni carattere posseduto dall’uomo dell’età dell’oro: erano scomparsi pudore, sincerità, lealtà, onestà ed ogni altra virtù. Al loro posto subentrarono le frodi, gli inganni, le insidie e la violenza e la scellerata cupidigia di ricchezze. Gli uomini di questa età erano infelici ed avidi e cercarono l’oro in altri paesi anche quelli più lontani. Così alzarono le vele ai venti, nonostante che ancora non li conoscesse bene, e quegli alberi che a lungo si erano innalzati sugli alti monti, furono assassinati con violenza e trasformati in carene che fecero sobbalzare sopra mari sconosciuti, e combatterono contro le genti lontane per appropriarsi dei loro averi e resero schiavi gli sconfitti ed agitarono i brandi insozzandoli del sangue. E non soltanto alla terra feconda si chiedevano le messi e gli alimenti necessari, ma l’uomo avido penetrò nelle viscere della terra, e riuscì a cavare fuori tutti i tesori che il dio aveva nascosto al sicuro e questi tesori furono stimoli per una mala condotta; e l'oro, dunque, divenne più malefico del ferro causando guerra e tradimento. E la vita divenne assai difficile: il forestiero non poté fidarsi dell'ospite, né il suocero del genero, anche l'affetto tra i fratelli divenne raro. Il marito agogna la morte della moglie, questa del marito; le spietate matrigne preparano livide pozioni velenose; il figlio indaga sugli anni del padre prima del tempo. Giace sconfitto ogni verso d’amore e di la benevolenza e la terra si tinge di sangue. E perché non fosse al sicuro nemmeno l'alto cielo, si narra che i Giganti aspirarono a impadronirsi del regno celeste e che ammucchiarono i monti innalzandoli fino alle stelle. Allora il padre onnipotente scagliando fulmini, scatenò sulla Terra tremende inondazioni affinché tutti gli uomini diventati crudeli ed avidi, perissero ingoiati da tremendi gorghi. E soltanto un uomo ed una donna giusti e col timore degli dei si salvarono e furono loro, Deucalione e Pirra, a generare da aridi sassi, i nuovi uomini che tutti seguirono la via da quelli segnata.



 
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